Titolo: AUTOTASSAZIONE - STUDI IN STAND-BY
 


Le richieste avanzate da tutto il comparto professionale in una logica di rezionalizzazione delle energie che prevedeva la stabilità delle scadenze e il congruo preavviso per il loro "slittamento" sono evidentemente e ancora una volta cadute nel vuoto.
 
A 10 giorni dalla naturale scadenza del secondo acconto di autotassazione per l'anno 2008, apprendiamo dalla stampa l'intenzione del Governo di proporre alcune modifiche in merito alla determinazione dell'acconto stesso e al termine di versamento.
Se le notizie pubblicate sono fondate, si tratterebbe di una riduzione di circa il 3% per le imposte e della proroga dal 1/12 al 15/12 per il pagamento. A supporto di tutto ciò viene addotta una volontà di "venire incontro" ai contribuenti in questo momento particolarmente difficile della  crisi finanziaria in atto.
Prescindendo dalle considerzioni che si potrebbero fare sullo spostamento della data, che andrebbe quasi a sovrapporsi con quelle già calendarizzate del 16/12 vanificando de-facto qualsiasi agevolazione per imprese e contribuenti, preme sottolineare con estrema preoccupazione il fatto che tali provvedimenti dovrebbero essere adottati nella seduta del Consiglio dei Ministri del 26/11.
Orbene, ipotizzando che le tesi proposte non trovassero ostacoli in Consiglio e che divenissero immediatamente operative, verrebbero divulgare il giorno successivo e cioè "giovedì 27/11", lasciando ai professionisti e ai contribuenti due giorni lavorativi per apportare le dovute modifiche ai propri software, ristampare le deleghe cartacee e predisporre i files telematici.
Tale atteggiamento di noncuranza da parte della classe politica  per i problemi oggettivi causati ad operatori e contribuenti è inqualificabile e rasenta il disprezzo per il lavoro altrui. 
Quale "cambio di rotta", quale "aria nuova nella politica", quali "semplificazioni" tanto sbandierate sui media;  i possibili effetti della crisi finanziaria su tutti i cittadini sono noti da mesi non dall'altro ieri  ed è ora di finirla con la politica dell'improvvisazione e dell'emergenza. Pianificare, cioè alzare lo sguardo oltre la punta delle proprie scarpe è un dovere oltre che una necessità per un amministratore. La politica dovrebbe essere "dei cittadini" e "per i cittadini"; ho l'impressione a malincuore che ancora una volta non sia proprio così!

 

Luigi Pessina

Pres.Naz.le ANCIT

     
 

Data
20/11/2008 - 20:39

 
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